Guida · aggiornata al 4 novembre 2026

Cos’è un RMM

Remote Monitoring and Management: lo strumento con cui chi gestisce l’informatica di un’azienda sa, in ogni momento, come stanno i suoi PC e server. Come funziona, cosa controlla, quando serve a una PMI e cosa chiedere a chi te lo propone.

In breve

Un RMM è fatto di due pezzi: un piccolo programma installato su ogni computer, l’agent, e un pannello centrale che raccoglie quello che gli agent raccontano.

L’agent controlla di continuo la macchina su cui gira — aggiornamenti, antivirus, dischi, programmi installati, eventi di sicurezza — e invia tutto al pannello. Il pannello confronta i dati con le regole impostate e, quando qualcosa non va, apre un allarme. Dallo stesso pannello il tecnico interviene: installa una patch, aggiorna un programma, riavvia un servizio, avvia una scansione. Senza spostarsi e spesso senza che l’utente se ne accorga.

La differenza rispetto all’assistenza tradizionale è il verso: non si aspetta che qualcuno chiami perché “il PC è lento”, si vede prima che il disco si sta riempiendo, che l’antivirus si è spento o che mancano tre mesi di aggiornamenti.

Tecnico che controlla un pannello RMM con lo stato dei PC aziendali

Cosa controlla un RMM

Le voci tipiche. Un buon RMM le tiene tutte aggiornate per ogni macchina e le trasforma in allarmi quando serve.

Inventario.

Hardware, sistema operativo, programmi installati con le versioni. È la base di tutto: quando esce una vulnerabilità su un programma, sai subito su quali PC si trova.

Aggiornamenti.

Patch del sistema installate e mancanti, riavvii in sospeso, programmi vecchi. Gli aggiornamenti arretrati sono la porta d’ingresso più comune degli attacchi.

Protezioni.

Antivirus attivo e con firme recenti, firewall acceso, dischi cifrati. Non basta averli comprati: devono essere accesi, oggi, su ogni macchina.

Eventi di sicurezza.

Raffiche di accessi falliti, account bloccati, nuovi utenti amministratori, registri cancellati: i segnali che qualcuno sta provando a entrare.

Salute delle macchine.

Spazio su disco, uso di processore e memoria nel tempo, servizi fermi. Molti “guasti improvvisi” si vedono arrivare con giorni di anticipo.

Configurazione.

Criteri delle password, utenti amministratori locali, desktop remoto aperto, account Guest. Le impostazioni che nessuno guarda finché non servono a un attaccante.

RMM, antivirus, desktop remoto: non sono la stessa cosa

Sono gli strumenti che si confondono più spesso. Lavorano insieme, ma ognuno fa un mestiere diverso.

Antivirus ed EDR
Difende la singola macchina.

Blocca il software malevolo e, nelle versioni EDR, i comportamenti sospetti di un attacco in corso. Non ti dice se su un altro PC è stato disattivato.

Desktop remoto
Assistenza su chiamata.

Serve a prendere il controllo di uno schermo quando qualcuno chiede aiuto. Una macchina alla volta, e solo quando il problema è già arrivato all’utente.

RMM
Controllo continuo di tutte.

Guarda tutte le macchine anche quando nessuno chiama, verifica che antivirus e aggiornamenti siano al loro posto e corregge su molte postazioni con un comando.

Un quarto strumento che si sente nominare è l’MDM (Mobile Device Management): fa un lavoro simile all’RMM ma su smartphone e tablet, con in più la possibilità di bloccare o cancellare a distanza un telefono perso.

Quando serve a una PMI

Non c’è un numero magico di PC. Ci sono situazioni in cui il controllo a mano smette di essere affidabile.

Più di una decina di postazioni.

Sotto i cinque PC qualcuno può ancora controllarli uno per uno, se lo fa davvero. Sopra la decina nessuno lo fa con regolarità, e le macchine dimenticate sono proprio quelle che si fanno trovare.

Portatili e lavoro fuori sede.

Un portatile che entra in ufficio una volta al mese non riceve gli aggiornamenti dal server aziendale. L’agent lavora ovunque ci sia una connessione.

Un cliente che chiede evidenze.

Questionari di sicurezza e clausole NIS2 chiedono inventario, stato delle patch, cifratura dei dischi. Con un RMM sono esportazioni, non settimane di raccolta a mano.

Nessun informatico in casa.

Se l’informatica la segue un fornitore esterno, l’RMM è quello che gli permette di prevenire invece di rincorrere, e a te di vedere cosa fa.

Il rovescio della medaglia: un RMM è un accesso potente

Chi controlla il pannello di un RMM può eseguire comandi su tutte le macchine collegate. È esattamente ciò che lo rende utile, ed è esattamente ciò che lo rende un bersaglio. Nel luglio 2021 l’attacco alla piattaforma Kaseya VSA ha sfruttato proprio un RMM per distribuire un ransomware alle aziende clienti dei fornitori che lo usavano: il caso più noto di attacco alla catena di fornitura informatica.

Questo non è un motivo per farne a meno — senza RMM le falle restano aperte e nessuno lo sa — ma è un motivo per scegliere con attenzione chi lo gestisce e come.

Cosa chiedere a chi te lo propone

Sei domande. Le risposte vaghe sono già una risposta.

Come è protetto il pannello?.

Autenticazione a più fattori obbligatoria per tutti i tecnici, non facoltativa.

Chi ha fatto cosa?.

Ogni comando lanciato sulle tue macchine deve restare registrato con autore, ora ed esito.

L’agent è firmato?.

Il programma installato e i suoi aggiornamenti devono avere una firma digitale verificabile.

Dove sono i dati?.

In quale paese gira il pannello, chi gestisce i server, chi può leggere l’inventario delle tue macchine.

Posso vedere anch’io?.

Un accesso in lettura alle tue macchine, o almeno un report periodico, per sapere cosa succede.

Cosa succede se cambio fornitore?.

Come si disinstalla l’agent e che fine fanno i dati raccolti quando il contratto finisce.

L’RMM che usiamo noi

Per i PC e i server che seguiamo usiamo Palantir RMM, il sistema sviluppato da Garp. Alle sei domande qui sopra risponde così: pannello con autenticazione a due fattori o passkey, registro di ogni comando, agent firmato digitalmente che si aggiorna da solo, server di Garp in Europa, accesso per il reparto IT del cliente limitato alle sue macchine.

Domande Frequenti

Cosa significa RMM?

Remote Monitoring and Management, monitoraggio e gestione da remoto. Un agent su ogni macchina invia il suo stato a un pannello centrale, da cui il tecnico vede i problemi e interviene senza spostarsi.

Un RMM sostituisce l’antivirus?

No. L’antivirus difende la macchina; l’RMM controlla che l’antivirus ci sia, sia acceso e aggiornato su tutte le macchine, e che le falle vengano chiuse con gli aggiornamenti. Sono complementari.

Che differenza c’è con il desktop remoto?

Il desktop remoto è assistenza su chiamata, una macchina alla volta. L’RMM lavora anche quando nessuno chiama: segnala i problemi prima che l’utente se ne accorga e corregge molte postazioni insieme.

Da quanti PC conviene?

Non c’è una soglia fissa. Sopra la decina di postazioni, o appena ci sono un server, portatili fuori sede o un cliente che chiede evidenze di sicurezza, il controllo a mano smette di essere affidabile.

Un RMM può essere un rischio?

Sì, se è gestito male: chi controlla il pannello agisce su tutte le macchine, come ha mostrato l’attacco a Kaseya VSA nel 2021. Per questo vanno chiesti MFA sul pannello, registro dei comandi, agent firmato e chiarezza su dove stanno i dati.

Vuoi sapere come stanno i tuoi PC?

Lascia una email o chiama 0522 17522: ti mostriamo cosa vedremmo sulle tue macchine con un RMM.

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